Ceramica di Caltagirone: come si ottengono straordinari manufatti

La ceramica di Caltagirone rappresenta un’eccellenza dell’artigianato italiano che parte da lontano e che, nel corso dei secoli, ha raggiunto risultati prestigiosi a livello mondiale. Ancora oggi, i maestri siciliani si divertono a creare manufatti di grande valore artistico, confermando che, al di là delle novità apportate dalla tecnologia, la qualità dei lavori a mano resta indiscutibile. Spesso, ciò che si vede di un manufatto è solo il prodotto finito ma si ignorano le diverse fasi della lavorazione. Per una maggiore conoscenza della ceramica di Caltagirone e delle ceramiche in particolare potrebbe, però, essere utile approfondire proprio alcuni aspetti legati alla lavorazione, come ad esempio la cottura.

La prima cottura della ceramica di Caltagirone

La ceramica di Caltagirone, dopo la fase dell’essiccamento, prevede quella della prima cottura. Una volta liberato l’oggetto di tutta l’acqua in ivi contenuta, si passa alla fase successiva che consiste nel porre i manufatti in un forno, per un arco di tempo di circa dodici ore. Un discorso importante è quello relativo alla temperatura. Infatti, in questa fase gli oggetti dovranno essere portati ad una temperatura corrispondente o, comunque, vicina ai 1000 gradi centigradi. Lo step successivo è quello del raffreddamento, un processo che si verifica attraverso la dissipazione del calore.

Al termine della prima cottura spesso avviene che gli oggetti vengano sottoposti ad un nuovo processo che prende il nome di smaltatura. L’obiettivo della smaltatura è di ricoprire la superficie del manufatto per poi permettere di applicare una decorazione, a seconda dei gusti e delle esigenze del maestro che dovrà poi utilizzare quell’oggetto. Per comprendere bene cosa possa essere la smaltatura bisognerebbe conoscere lo smalto il quale è formato da una composizione di vetro, da opacizzanti (sostanza che si aggiunge agli altri ingredienti impiegati per i rivestimenti trasparenti e che serve a ridurre o a eliminare del tutto la trasparenza) e da fondenti che vengono macinati prima di giungere in un mulino.

La decorazione è la fase in cui il maestro dà libero sfogo alla sua creatività. Attraverso l’impiego di pennelli professionali l’oggetti viene rivestito e decorato, in modo tale da diventare bello e accattivante dal punto di vista estetico. Per ottenere questo risultato vengono adoperati dei colori di ceramica che sono formati da una parte da ossidi minerali e dall’altra da ossidi metallici che si uniscono ai fondenti. E’ necessario fare attenzione alle quantità, le quali dovranno essere confrontate con la temperatura che andrà utilizzata per la seconda cottura. Affinché un manufatto realizzato con le tecniche della ceramica di Caltagirone è necessario che si crei il giusto equilibrio tra la forma dell’oggetto, il colore e le decorazioni.

La seconda cottura

Tutte le fasi sono importanti ma quella della seconda cottura probabilmente lo è ancora di più. Ci avviciniamo alla fine di questo processo e, dunque, non è possibile compiere alcun errore altrimenti l’oggetto realizzato tramite la ceramica di Caltagirone non porterà al risultato previsto. Dunque, dopo la decorazione c’è bisogno di un’altra cottura. Stavolta l’oggetto dovrà rimanere nel forno per un massimo di dieci ore e raggiungere una temperatura di circa 950 gradi centigradi. Il raffreddamento avverrà nelle ventiquattro ore successive. E’ questo il processo che conduce alla realizzazione di un manufatto con la ceramica di Caltagirone.

Be the first to comment on "Ceramica di Caltagirone: come si ottengono straordinari manufatti"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*