Che cos’è una pellicola?

Che cos'è una pellicola?

Una pellicola è l’insieme di un supporto costituito da un sottile foglio di materiale cellulosico trasparente e di una emulsione sensibile alla luce distesa su detto supporto, usato per riprese fotografiche o cinematografiche. Precisamente la pellicola (detta internazionalmente anche film) si chiama pellicola negativa o semplicemente negativo, quella usata nella macchina fotografica o nella macchina da presa cinematografica, poi sviluppata e fissata in modo che sulla stessa i contrasti fotometrici sono invertiti rispetto al soggetto, ossia l’emulsione appare più annerita nelle zone più illuminate.

Questo tipo di pellicola non è pertanto proiettabile e per ottenere una pellicola che lo sia, detta pellicola positiva, si ricorre ad una stampa diretta dal negativo su una pellicola vergine, per ottenere le copie cinematografiche proiettabili, oppure le cosiddette diapositive, ossia copie fotografiche positive usate per la proiezione ad ingrandimento su schermi, per essere riprodotte con procedimenti fotomeccanici (clichés, rotocalco, fotolito).

Le prime pellicole vennero fabbricate nel 1884 dall’americano George Eastman ed erano costituite da rulli con supporto di carta, sostituito poi nel 1888 da celluloide. Il supporto oggi usato, qualunque sia il tipo, deve essere inattivo nei riguardi dell’emulsione sensibile, di spessore sottile, sufficientemente elastico e deve avere buona trasparenza ed assoluta stabilità dimensionale. Può essere di tipo cellulosico o non cellulosico. Alla prima categoria appartengono i supporti a base di nitrocellulosa, usati per lungo tempo ma ora completamente sostituiti da altri prodotti meno infiammabili quali, per esempio, il triacetato di cellulosa, ottenuto dalla esterificazione totale della cellulosa con acido acetico e anidride acetica e dalla successiva idrolisi.

Alla seconda categoria appartengono i supporti costituiti da materie plastiche particolari come il cloruro di polivinile, il polistirolo, il nylon, il perlon e il teflon. A questi ultimi si ricorre quando si vogliono ottenere pellicole con caratteristiche meccaniche particolari e superiori a quelle possedute dai supporti cellulosici. L’emulsione, che viene stesa generalmente su una delle facce del supporto, è costituita da una sospensione in gelatina di granuli di alogenuro di argento ed è di diverso tipo a seconda della sensibilità alle varie radiazioni cromatiche. Si distinguono così emulsioni normali, ortocromatiche, pancromatiche, infrarosse, ultraviolette e per raggi, applicate queste ultime su ambedue le facce del supporto. Un tipo particolare di pellicola fotografica è, inoltre, quello usato per le diapositive e dotato di una emulsione al clorobromuro a grana finissima e distesa in strato molto sottile.

Tutte le pellicole sono inoltre dotate del cosiddetto antialone, ossia di uno strato di sostanza molto assorbente interposto tra l’emulsione ed il supporto oppure sul lato del supporto opposto a quello su cui è stesa l’emulsione, allo scopo di evitare l’effetto della riflessione della luce ossia l’alone di riflessione. Le pellicole usate in fotografia sono costituite da strisce di varia larghezza e lunghezza avvolte su rullo, mentre le pellicole cinematografiche hanno larghezza di 70 e 35 mm. per il passo normale, 16 mm. ed 8 mm. per il passo ridotto. Altre caratteristiche della pellicola cinematografica comprendono il passo della perforazione, ossia la distanza fra i centri di due fori contigui, lo scartamento della perforazione ossia la distanza tra due forature laterali, ed il passo del fotogramma ossia la lunghezza di pellicola occupata da ciascun fotogramma. I diversi tipi di pellicola per fotografia o cinematografia a colori si possono dividere in due grandi classi secondo il sistema adottato, ossia il sistema additivo e quello sottrattivo. Per la cinematografia sonora la pellicola è dotata di una zona, detta banda o colonna sonora, situata lateralmente ai foto-grammi ed internamente alla foratura, sulla quale viene impressa la registrazione del suono.

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