Come realizzare un sito migliore della concorrenza

Molti continuano a ignorarlo, ma il sito web rappresenta un biglietto da visita per un’azienda che vuole essere protagonista online e non solo. La diffusione di internet, la sua persuasività e pervasività è tale che ignorarlo è puro autolesionismo. Dato che internet è un gran mercato occorre presentarsi al meglio, esattamente come si pretende di fare quando si sposta la sede in una zona pregiata, si installa una nuova vetrina e si impianta un’insegna luccicante. Sono dei motivi commerciali per fare in modo che il marchio aziendale ne risulti migliorato e questo principio, oggi più che mai, va seguito anche online.

Per fare meglio della propria concorrenza anzitutto occorre essere umili, cioè riconoscere che essa potrebbe avere un sito migliore del nostro già in partenza e che adotta soluzioni che noi possiamo solo copiare. Fatta questa dovuta premessa è chiaro che non tutti i siti sono perfetti, anzi, ci sono molti siti con difetti particolari che risultano evidenti persino all’occhio meno esperto.

I difetti classici di un sito aziendale


I difetti classici di un sito aziendale sono evidenti invece all’occhio allenato tipico di chi, come il sottoscritto, fa una professione online. In genere i siti che hanno problemi presentano queste caratteristiche.

a) Utilizzano una tecnologia obsoleta – spesso sono realizzati in flash, una tecnologia deprecata che non serve a nulla. Altre volte usano vecchie soluzioni come tabelle al posto del CSS (i fogli di stile a cascata), abbondano di immagini o video dove non ce n’è bisogno e utilizzano moduli superati per la gestione dei menu, delle gallerie, delle informazioni di contatto.

b) Hanno una grafica datata – l’occhio abituato a navigare sul web conosce i dettami della moda che si diffonde anche nel web design, la moda va di pari passo con le esigenze di funzionalità imposte dall’avanzamento tecnologico. Per esempio, fino a pochi anni fa i proprietari dei siti insistevano perché il sito si mantenesse compatto, non scrollasse. Invece oggi lo “scrolling” è una delle azioni più naturali che si fanno, grazie alla tecnologia “touch” e alla larga diffusione dei sistemi mobile. Per cui non occorre più preoccuparsi di ciò. La grafica vecchia la si riconosce dall’utilizzazione di colori “pieni” non sfumati in gradienti, dall’utilizzo di ombre, di immagini sgranate, di loghi in rilievo, di foto non adattabili, dall’uso di font colorati e in generale di una mancanza di compattezza nello stile, che dovrebbe dipendere unicamente dai comandi imposti dal CSS. Alcuni utilizzano la musichetta in sottofondo giusto per rendersi ancora più simpatici.

c) Sono poveri di contenuti – un sito povero di contenuto è un sito povero di informazioni, quindi un sito probabilmente restio a darne. Comprereste da un e-commerce che nasconde informazioni, non si prodiga nel fornirle? Non penso. Un’azienda deve parlare del proprio prodotto o servizio: deve metterlo in mostra, deve discutere dei processi produttivi, dell’assistenza al cliente e dei vantaggi offerti dal suo utilizzo. Mai come sul web un imprenditore ha possibilità di parlare bene del proprio prodotto. Perché non farlo dunque? Un sito ricco di contenuti di tutti i tipi (testo, video, immagini, numeri e dati) non si sottrae al giudizio dei potenziali clienti, ma ne riceve un beneficio anche in termini di indicizzazione sul web.

d) Sono lenti e utilizzano grafiche non responsive – cioè non adatte al mobile. Come già detto oltre la metà della navigazione sul web avviene da dispositivi portatili, il sito dev’essere leggibile da questi siti. Inoltre spesso i siti di scarsa qualità non sono facilmente navigabili: sono lenti, farraginosi, portano a risorse inutili, hanno un’organizzazione non gerarchica degli argomenti.

Insomma, se un’azienda vuole stare al passo della miglior concorrenza, deve per forza dotarsi di siti di alta qualità, non lesinando nelle spese, ma sapendo che esistono anche possibilità low cost, laddove però risparmiando sui costi di realizzazione, si dovrebbe investire in quelli di gestione. Soprattutto nella produzione di contenuti e nell’aggiornamento del sito nel tempo.

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