Gli italiani sono ancora grandi risparmiatori?

Gli italiani sono ancora un popolo di risparmiatori?

Altro ché società dei consumi e acquisti sfrenati per spingere l’economia nazionale. Al contrario, boom di contanti e depositi bancari per gli italiani che in questi anni di crisi, come rivela una ricerca Censis del 2014, preferiscono frenare gli investimenti e tenere i soldi fermi sui conti correnti, a disposizione per ogni evenienza.

Dal secondo trimestre del 2012, infatti, gli italiani hanno fatto registrare una decisa inversione di tendenza in fatto di risparmi, che sono passati da 20,1 miliardi di giuro a 26 miliardi nel primo trimestre del 2014, segnando un incremento del 26,7 per cento.

Anche la propensione al risparmio è salita (dal 7,8 al 10 per cento) nel periodo considerato. A fronte di redditi inferiori al passato, dunque, gli italiani disdegnano investire in Borsa (oggi solo uno su dieci investe in Borsa, mentre nel 2007 la proporzione era di uno su cinque e di uno su tre nel 2003), riducono moltissimo i consumi e risparmiano di più.

Le nostre preoccupazioni

In un contesto in cui crescita e occupazione non ripartono, c’è la paura di diventare poveri: secondo la ricerca Censis, il 33 per cento degli italiani teme la povertà e pensa al denaro come a una risorsa precauzionale per fronteggiare difficoltà inattese e avere le spalle protette. Malattie, perdita del lavoro e futuro dei figli sono le tre paure principali dei nostri connazionali, che risparmiano per far fronte ai rischi sociali e colmare la crisi di fiducia che li ossessiona.

Occhio allo shopping sfrenato

Il 52 per cento degli italiani ha ridotto le spese d’abbigliamento: lo dice il rapporto IpsosAcri (31 ottobre 2014). Il trend al risparmio è confermato per il 2015 da una ricerca dell’Istituto Research, secondo il quale ben 24 milioni di italiani hanno tagliato le loro spese in quest’anno, in particolare i residenti nell’Italia meridionale, gli under 24 e le famiglie numerose, che hanno operato un taglio medio di 625 euro su base annua.

Stop allo spendi e spandi

«Il risparmio è principalmente una condizione mentale», afferma Francesco Narmenni, autore del volume Smettere di lavorale (Edizioni Il Punto di Incontro) e gestore del sito www.smetteredilavorare.it dal quale offre consigli sul tema. «La maggior parte di noi acquista senza porsi la più basilare delle domande: “Mi serve veramente?”. Ogni volta che vogliamo spendere anche un solo euro chiediamoci se ciò che stiamo acquistando ci serve realmente o se è uno sfizio. Molti di noi mentono a se stessi pur di trovare un pretesto per togliersi uno sfizio. Ma quasi tutto quello che acquistiamo in realtà non ci serve; smettere di acquistare quindi è il vero punto di partenza. Il passo successivo è invece quello di capire come ottenere gratuitamente o spendendo pochissimo ciò che ci serve realmente e come contenere o addirittura far diminuire le spese non eliminabili, ad esempio le utenze domestiche».

5 trucchi a portata di tutti

Ci sono vari trucchi per risparmiare: alcuni sono apparentemente banali, altri presuppongono un cambia-mento deciso dello stile di vita a cui la maggior parte di noi è abituata. Eccone 5 di Francesco Narmenni:

  1. Visto che quasi tutti abbiamo un’automobile proviamo a diminuire la velocità e a evitare accelerate e frenate improvvise: risparmieremo il 30 per cento di carburante, faremo meno incidenti, consumeremo meno gomme e pagheremo meno di assicurazione.
  2. Al supermercato acquistiamo solo le materie prime e cuciniamo di più, limitando anche i cibi surgelati e i precotti. Secondo l’Istat, la famiglia media italiana spende circa 450 euro al mese per la sola spesa alimentare. Un risparmio di 100 euro al mese si trasforma in 1.200 euro all’anno.
  3. Tenere un piccolo orto, anche sul balcone (ci sono soluzioni incredibili su Youtube), ci permette di coltivare la verdura di cui abbiamo bisogno: anche limitandoci alle sole piante aromatiche, quest’abitudine ci permetterà di risparmiare. Al supermercato infatti il basilico in scatola costa 75 euro al chilo, mentre con 2 euro si comprano in serra 4 piantine che dureranno tutta l’estate. Ricordiamo inoltre che in molte città i comuni mettono gratuitamente a disposizione delle categorie sociali più esposte pezzi di terreno da Coltivare.
  4. Acquistiamo esclusivamente online. In rete i prezzi sono sempre più convenienti rispetto a quelli praticati nei negozi tradizionali; inoltre la la possibilità di fare ricerche e ci fronti e di chiedere consigli. Esistono numerosi siti dove è possibile trova usato di qualunque genere e gruppi su Facebook di persone che scambiano e regalano merci e oggetti di cui non hanno più bisogno.
  5. Infine, sostituiamo tutte le lampadine di casa, soprattutto quelle vecchie a incandescenza, con lampadine a basso consumo. Il costo iniziale non è trascurabile, ma ci permetteranno di risparmiare tanto nel tempo.

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