I robot del futuro

I robot del futuro

Macchine perfette create per eseguire meccanicamente i comandi per cui sono state programmate, emblema del genio e della creatività umana che prova a plasmare sé stessa.

Sì, stiamo parlando di robot. A loro, è sempre stata attribuita un’intelligenza artificiale (AI) priva di capacità cognitive e di doti creative. Niente di più sbagliato. I risultati di uno studio condotto da ricercatori delle università di Madrid e Innsbruck sono chiari: l’informatica quantistica consentirà la creazione di robot non solo molto più intelligenti di quelli convenzionali, ma dotati anche di creatività e di capacità di problem solving.

Grazie agli strumenti quantistici, i robot imparano a rispondere rapidamente agli stimoli a cui vengono sottoposti e a far proprie le esperienze. Che fossero progettati per imparare le nozioni più utili ed i comportamenti più adeguati per ogni ambiente, non è una novità, ma apprendere e fornire una risposta in tempi brevi ed in situazioni particolarmente impegnative, è un grande passo avanti “In presenza di ambienti difficili e di input complessi, il robot classico è destinato a crollare, mentre il robot quantistico si adatta ed è in grado di gestire ogni situazione in maniera ottimale”. Inoltre, costruire un modello è già di per sé un atto creativo, ma i computer classici non sono in grado di farlo. Ed è qui che entra in gioco l’informatica quantistica che porta a risultati sorprendenti non solo in termini quantitativi (maggiore velocità di risposta), ma soprattutto qualitativi, consentendo una sorprendente capacità adattava ad ambienti complessi. Per questo possiamo dire che i robot quantistici sono creativi. Il lavoro apre le porte ad una nuova disciplina, la cosiddetta Quantum A.I. (Quantum Artificial Intellingence), un settore su cui Google, in collaborazione con la NASA, ha iniziato ad investire milioni di dollari. L’obiettivo del colosso americano e il più ambizioso di sempre: portare le macchine a livelli di conoscenza e di interpretazione della realtà al pari dell’uomo, rendendo ogni parte del processo di apprendimento un’estensione del sistema nervoso umano. Niente di più inquietante – penserete. Eppure, i benefici che ne derivano superano di gran lunga lo spauracchio dell’AI che domina quella umana. Il ricorso alla quantistica permetterà di creare modelli estremamente accurati di previsioni, con innumerevoli applicazioni: dalla possibilità di prevedere in maniera sempre più accurata il meteo, allo studio del decorso più probabile di una patologia, alla messa a punto di motori di ricerca sempre più intuitivi.

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