La stella assassina

La stella assassina

Esplosa con una potenza inimmaginabile, emettendo tanta energia quanta ne potrebbe produrre il Sole nel suo stato attuale nell’arco di 90 miliardi di anni. Si tratta di una supernova, una stella la cui luminosità è di colpo arrivata a superare 570 miliardi di volte quella raggiunta dal nostro astro. Il nome di questa mostruosità celeste è Asassn-151h, dall’acronimo del programma All Sky Automated Survey for SuperNovae che l’ha individuata, ma i ricercatori l’hanno soprannominata “Assassin”, assassina, per la sua potenziale energia distruttiva. Le supernove sono infatti in grado di raggiungere per una decina di secondi una temperatura di cento miliardi di gradi e, grazie alla velocità e all’onda d’urto dell’esplosione, sono solite produrre una bolla di gas che si espande violentemente, illuminata dai resti roventi della stella.

Niente paura, però. Asassn-15111 è lontanissima. Si trova in una galassia distante 3,8 miliardi di anni luce dalla Terra in direzione della costellazione del Tucano: per questo a rilevarla sono riusciti solo dei telescopi estremamente sensibili alle più deboli emissioni luminose.

Andata in pezzi

L’esplosione di una supernova, evento che rappresenta la fine del ciclo evolutivo di una stella molto più massiccia del nostro Sole, è uno dei fenomeni più catastrofici e spettacolari dell’universo. Per buona parte della sua vita, il processo di fusione nucleare che trasforma l’idrogeno in elio genera abbastanza energia da impedire all’astro di “accartocciarsi” su se stesso. Quando quasi tutto l’idrogeno si è consumato, sostituito dall’elio, le reazioni di fusione nucleare si interrompono. Gli strati esterni della stella, non più “sostenuti”, collassano e tale processo provoca un aumento tale della temperatura da innescare nuove reazioni di fusione termonucleare. L’energia così prodotta fa contrarre la stella in un nucleo caldissimo a una velocità pari a un quarto di quella della luce. A questo punto, non reggendo più l’immane pressione, la stella va letteralmente in pezzi: esplode generando una quantità di energia pari a quella di 2,5 triliardi di bombe atomiche. I suoi strati più esterni vengono sparati nello spazio alla velocità di 5.000 km al secondo. Gli astronomi ritengono che questa onda d’urto agisca come una specie di “scopa cosmica”, spingendo davanti a sé tutte le polveri e i gas interstellari che incontra sul suo cammino.
Durante l’esplosione, la stella rilascia anche gli elementi chimici che ha prodotto durante la sua vita: atomi di carbonio, tungsteno, cobalto, nichel, ferro, oro e altri metalli pesanti. Ma se ne creano anche di nuovi, come carbonio, ossigeno, azoto, silicio. A volte questo materiale si concentra fino al punto di creare nuovi astri e pianeti. Anche il nostro sistema solare è nato così e noi stessi non siamo altro che polvere di stelle.

II precedente storico

La morte di una stella è stata osservata anche in passato. Il 4 luglio 1050 gli astronomi cinesi assistettero stupefatti all’apparizione di un astro mai visto prima, che diventò presto tanto brillante da essere visibile anche in pieno giorno. Quella stella straordinaria, oggi chiamata Nebulosa del Granchio perché i resti della sua esplosione ne ricordano l’aspetto, dista da noi 6.000 anni luce. «Un’inezia rispetto ai quasi 4 miliardi di Asassn-151h», dice l’astrofisico cinese Subo Dong, dell’Università di Pechino, che coordina gli studi sul nuovo fenomeno celeste. «Tenendo conto della sua distanza possiamo dire che Asassn-151h è la supernova più luminosa della storia dell’uomo e rappresenta un caso scientifico senza precedenti. Considerata l’immensa quantità di energia che ha riversato nello spazio, i meccanismi dell’esplosione restano avvolti nel mistero».

C’entra anche una “magnetar”

Uno dei modelli proposti per spiegare la causa di un simile cataclisma è il coinvolgimento di più di una stella di grande massa. Fra queste, potre-be esserci una “magnetar”: così gli astronomi chiamano una stella a neutroni caratterizzata da un campo magnetico estremamente potente e dall’altissima velocità di rotazione, che potrebbe aver fornito un’enorme quantità di energia. Ma c’è un’altra caratteristica che rende unica Asassn-151h. Essa sembra trovarsi in una galassia grande e relativamente calma, mentre la gran parte delle consorelle “superluminose” finora individuate a’ppartengono a galassie piccole e con un’intensa attività di formazione stellare. «Non possiamo escludere», spiega Dong, «che la supernova da record non sia esplosa in quella galassia, ma che sia un fatto prospettico». Per fare luce sullo straordinario caso di Asassn-151h, gli astronomi pensano di utilizzare il telescopio spaziale Hubble al fine di ottenere informazioni più dettagliate sul post-esplosione e chiarire la vera sorgente dell’emissione di luce.

Be the first to comment on "La stella assassina"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*