Lo studio della corteccia

Lo studio della corteccia

Alcuni scienziati dell’Università di Washington hanno apportato gli ultimi ritocchi alla mappa della mente umana più precisa di sempre: è stata così descritta l’intera corteccia cerebrale, suddivisa in 180 regioni distinte. La corteccia è uno strato di tessuto neurale che avvolge il resto del cervello come un foglio accartocciato; coinvolge numerosi processi sensoriali e cognitivi, tra cui l’attenzione, la memoria, il pensiero, la percezione, il linguaggio e la coscienza.

“Il nostro cervello non è paragonabile a un computer in grado di supportare qualsiasi sistema operativo e far girare qualsiasi software”, ha spiegato il condirettore della ricerca, David Van Essen. “Infatti, il ‘software’ (la modalità con là quale agisce il cervello) è strettamente correlato alla struttura cerebrale (il suo `hardware’). In altre parole, se vogliamo sapere che cosa è in grado di fare il cervello, occorre comprendere come è organizzato, o per continuare la metafora, come è ‘cablato'”. La corteccia cerebrale umana era stata mappata per la prima volta oltre 100 anni fa dal neuroscienziato tedesco Korbinian Brodmann, che identificò in questo strato 50 regioni distinte.

Con il progredire della tecnologia e del sapere, tuttavia, apparve chiaro che la sua mappa aveva un gran bisogno di aggiornamenti. “I miei primi lavori sulla connettività del linguaggio mi hanno spinto a consultare quella mappa cerebrale di un secolo fa, tentando di indovinare dove si collocassero le aree di Brodmann rispetto ai circuiti cerebrali sottostanti”, ha detto un altro condirettore dello studio, Matthew Glasser. “Mi è subito apparso chiaro che sarebbe stato necessario un metodo di mappatura più efficace delle aree cerebrali nei soggetti viventi che stavamo studiando”. L’équipe ha elaborato una nuova mappa, partendo da una serie di risonanze magnetiche effettuate su 210 adulti sani, alcune fatte con il cervello a riposo e altre durante l’esecuzione di compiti semplici, per esempio la lettura di un racconto. Gli scienziati hanno così scoperto che alcune aree erano chiaramente attivate da particolari azioni, per esempio la visione o il controllo del movimento, mentre la maggior parte coordinava informazioni provenienti da tanti segnali diversi. Secondo i ricercatori, sarà ora possibile utilizzare la mappa per studiare le differenze presenti nel cervello di pazienti affetti da malattie quali schizofrenia, demenza ed epilessia rispetto a individui sani.

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