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Castrovillari è un comune della Calabria in provincia di Cosenza, che conta 22.800 abitanti nell'ultimo censimento: è situato a 362 m.s.m. sulle estreme propaggini meridionali del gruppo del Pollino, su uno sperone tra i corsi del fiume Coscile e del suo tributario Fiumicello. E' uno dei centri più sviluppati economicamente dell'area settentrionale della regione e affianca alla tradizionale attività di mercato per la commercializzazione dei prodotti agricoli (essenzialmente vino, olio e cereali), anche un settore industriale, di istituzione risalente agli anni '70, con impianti per la produzione di macchinari e attrezzi agricoli, di laterizi e materiali da costruzione, di fibre tessili artificiali e naturali e per la lavorazione della cellulosa. La città è costituita da una parte moderna, con ampie vie ed edifici di recente costruzione, che ospita la maggior parte della popolazione, e dal nucleo storico antico, detto la Civita. Essa conserva alcuni edifici interessanti dal punto di vista storico-artistico, come il castello aragonese a pianta quadrilatera, difeso da torri cilindriche angolari, costruito nel 1490 su preesistenti fortificazioni e attualmente adibito a carcere; la chiesa di San Giuliano con un portale in forme cinquencentesche in gran parte rifatto negli anni '50 e successivi e ricchi arredi interni; le chiese della SS. Trinità e delle Pentite o di S. Antonio. Su un poggio, in posizione isolata, si trova la chiesa di S. Maria del Castello, la cui prima costruzione risale alla fine del secolo XI, ma che fu rifatta nel 1363 e successivamente in stile barocco nel 1769; essa conserva portali romanici nella facciata e opere d'arte pregevoli all'interno. Il Museo civico ospita interessanti reperti preistorici, greco-romani e medievali.

In tempi antichi le origini della città (Castrum Villarum) sono assai oscure. Dal sec. XI e XVI passò sotto diverse signorie, tentando invano di sottrarsi al feudalesimo. Nel 1064 se ne impadronirono i Normanni. Seguì poi fedelmente le parti degli Svevi: Manfredi ne fece la sua base per le operazioni di conquista del regno. Parteggiò successivamente per gli Angioini, avendone come compenso varie libertà tributarie da Giovanna I nel 1364. Ribelle agli Aragonesi, godette di libertà concesse alle città demaniali, fin quando non divenne feudo degli Spinelli. Nel 1848 fu tra le prime città a insorgere contro i Borboni.

Il porto di Gioia Tauro