Piccole, grandi invenzioni che stanno cambiando il mondo

Le piccole grandi invenzioni che stanno cambiando il mondo

Dalla casa-uovo al violino in tela di ragno; dal polpo-robor in morbido silicone ai blocchetti in ceramica per salvare le barriere coralline. Ecco le ultime trovate di giovani e sconosciuti innovatori ricchi di creatività.

LA CASA-UOVO E MOBILE E GREEN
• Uno studio di architettura slovacca sta per mettere in commercio Ecocapsule, un’abitazione mobile che si alimenta soltanto con l’energia solare e il vento grazie ai pannelli fotovoltaici e a una turbina eolica a scomparsa. Questo doppio sistema di approvvigionamento e una batteria ad alta capacità assicurano l’energia necessaria anche durante i periodi di scarsa luminosità o assenza di vento. La sua forma arrotondata consente un’agevole raccolta dell’acqua piovana e della rugiada che, trattate con appositi filtri, alimentano doccia e lavello di cucina. La casa-uovo è stata pensata per vivere e lavorare nelle zone più remote del mondo non raggiunte dalle reti energetiche. La struttura, del peso di 1.500 kg, è facilmente trasportabile, il che la rende adatta a diventare una stazione di ricerca, un cottage per turisti, un’unità per soccorsi umanitari. Lunga 4,46 m, larga 2,4 e alta 2,48, ha più o meno le dimensioni di un camper e può essere trasportata con un rimorchio o spedita in un container.

DALLA TELA DI RAGNO NASCE IL VIOLINO DEL FUTURO
• Seta, resina e tela di ragno sono i materiali impiegati dal designer italiano Luca Alessandrini per creare il violino del futuro. Diplomatosi alla Dyson School dell’Imperial College e al Royal College of Art di Londra, dove ha sperimentato biomateriali a base di fibre vegetali e persino batteri, l’innovativo liutaio ha avuto l’idea di sfruttare per il suo strumento la sostanza secreta dai ragni Nephila edulis, o ragni dalla tela dorata, diffusi in Australia ma allevati in una spiderfarm all’Università di Oxford. «Le loro ragnatele», ha spiegato Alessandrini, «sono formate da una seta dalle proprietà sorprendenti, cinque volte più resistente dell’acciaio e molto più elastica. È una rete per la cattura del cibo e allo stesso tempo, grazie alle sue vibrazioni, un mezzo di comunicazione». Già impiegata come stringa per gli strumenti ad arco, la seta del Nephila edulis, mescolata alla resina, si è rivelata in grado di far vibrare al meglio anche la cassa del violino, il cui suono può essere modificato variando la proporzione dei due materiali.

R1, L’UMANOIDE TUTTOFARE

Si chiama R1, ha due ruote per spostarsi, le braccia allungabili per raccogliere oggetti caduti a terra e mani sensibili, rivestite di pelle artificiale, capaci di afferrare e manipolare oggetti. Ultimo arrivato della grande famiglia robotica dell’Iit, l’Istituto italiano di tecnologia di Genova, è il prototipo di un automa molto complesso, che oltre a saper fare il caffè e rispondere alla chiamata di un anziano, sarà capace di prendere decisioni e risolvere problemi. È infatti dotato di intelligenza artificiale d’avanguardia, di 28 motori per i movimenti e di un sistema di comunicazione visibile sullo schermo ed a colori che ne rappresenta il volto. Nella testa sono ospitati anche i sensori per la visione, l’equilibrio, la generazione e la percezione del suono. Nella pancia, invece, è collocata la centralina di controllo. Il robottino, che grazie al busto estensibile può raggiungere un’altezza di 1 metro e 45 centimetri, potrà operare in ambito domestico come un perfetto tuttofare.

IN INDIA S’IRRIGA CON IL GHIACCIO
• In primavera, gli agricoltori che vivono nei freddi deserti d’alta quota del Ladakh, in India, devono affrontare gravi carenze idriche. Per ovviare a questo problema l’ingegnere Sonam Wangchuk ha trovato una soluzione ingegnosa: congelare le inutilizzate acque di fusione dei ghiacciai convogliandole in tubi che le sparano in verticale. I getti d’acqua congelano rapidamente accumulandosi in masse di forma conica simili agli stupa tibetani della tradizione religiosa. Proprio grazie a questa forma, gli stupa si sciolgono più lentamente rispetto ai ghiacciai piatti e non cominciano a fondersi che alla fine di maggio, rilasciando l’acqua proprio quando è necessaria per le coltivazioni. Un prototipo realizzato nel 2015, che ha fornito 1,5 milioni di litri d’acqua ai 5.000 alberelli piantati dalla popolazione locale, è valso a Wangchuk il premio Rolex for Enterprise 2016. I fondi del premio contribuiranno alla realizzazione di 20 nuove piramidi di ghiaccio alte 30 metri destinate al programma di rimboschimento locale.

IL POLPO ROBOT IN MORBIDO GEL
• Ha 8 braccia che muove in autonomia, senza alcun motore, batteria o impianto rigido al suo interno. Si chiama Octobot, è ispirato al polpo e rappresenta il primo soft-robot, o robot soffice, mai realizzato. L’ha progettato un team di ricercatori dell’Università di Harvard. II suo corpo gommoso in gel di silicone è capace di contrarre i tentacoli, spostarsi e afferrare oggetti grazie a un sistema pneumatico interno. Con un catalizzatore di platino il sistema trasforma una piccola quantità di acqua ossigenata in gas: scorrendo nei tentacoli del robot, il gas li gonfia e li sgonfia come dei palloncini, facendoli muovere. Il robot è dotato di un chip di controllo che agisce come un oscillatore elettronico, verificando la formazione del gas nei bracci. Octobot rappresenta un importante passo avanti nella ricerca perché prepara il terreno a una nuova generazione di macchine autonome fatte di materiali morbidi e deformabili che non necessitano di particolari sistemi di alimentazione.

QUESTO VASO PULISCE L’ARIA

• L’aria degli ambienti dove paasiamo circa il 90 per cento delle nostre giornate ha una concentrazione di inquinanti nocivi cinque volte maggiore di quella riscontrabile all’aperto. Questo fattore, molto spesso sottovalutato, è responsabile di molti problemi di salute, spesso gravi. Per contrastarne gli effetti tre giovani friulani, Vincenzo Vitello, Alessio D’Andrea e Paolo Ganis, hanno creato Clairy, un sistema a due vasi che amplifica le naturali proprietà di fitodepurazione delle piante. Questo contenitore “intelligente” è capace di abbattere fino al 93 per cento delle tossine presenti nell’aria e di dare indicazioni sulla reale presenza di agenti inquinanti programmando la propria accensione o spegnimento. Grazie a un’unità tecnologica accoppiata a un aspiratore, l’aria esterna è fatta passare attraverso le radici e il terreno di coltivazione della pianta, dove i microrganismi presenti trasformano le sostanze nocive in sostanze inerti e nutrienti.

OCCHI ALLO SMARTPHONE

Si chiama Peek Retina ed è un accessorio stampato in 3D che si aggancia allo smartphone e sfrutta la telecamera e il flash già presenti sul dispositivo per acquisire immagini del fondo dell’occhio con definizione paragonabile a quella di una camera oftalmologica professionale. L’applicazione dedicata include anche diversi test per il controllo della capacità visiva. Tutti i dati necessari per una diagnosi accurata possono essere raccolti da chiunque, senza bisogno di formazione specifica. Facilmente archiviabili, possono essere inviati on line agli specialisti che così sono in condizioni di analizzarli e preparare una tera-pia idonea, anche trovandosi a migliaia di chilometri di distanza. Peek Retina viene attualmente testato in alcune regioni dell’Africa, dove i pazienti difficilmente si sposterebbero per farsi visitare. Artefici di questa rivoluzione oftalmologica sono tre medici, un disegnatore di hardware e uno sviluppatore di software, con a capo Andrew Bastawrous, medico oftalmologo della London School of Hygiene & Tropical Medicine.

GIOCA COL LEGO E SALVA I CORALLI

• Le barriere coralline, uno degli ecosistemi più fragili del pianeta, stanno soffrendo per gli effetti negativi delle attività umane. Una soluzione per riparare questi danni è quella di creare strutture sottomarine durevoli che aiutino il ripopolamento di pesci e altri organismi. Ispirandosi ai blocchetti colorati del Lego. lo studente australiano Alex Goad ha ideato un sistema di elementi modulari in ceramica che possono essere trasportati da piccole imbarcazioni e assemblate da subacquei senza che sia necessario ricorrere a costosi macchinari. La superficie di ogni unità è fatta di protuberanze e rientranze che permettono ai coralli di prosperare e al contempo offrono uno spazio protetto a una moltitudine di altre specie. I test già condotti in Australia hanno inoltre dimostrato che gli organismi marini sono più propensi a colonizzare le superfici ceramiche rispetto a quelle di altri materiali. La composizione chimica della ceramica, infatti, è simile a quella del carbonato di calcio, il principale materiale costitutivo della barriera corallina.

(Visited 3 times, 1 visits today)

Be the first to comment on "Piccole, grandi invenzioni che stanno cambiando il mondo"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*