Rimozione amianto ed eternit, la situazione in Italia

L’Italia, come tanti paesi del mondo occidentale che hanno vissuto una forte crescita economica a partire dagli anni Cinquanta, ha fatto un grande uso dell’amianto nell’edilizia civile e residenziale. Non si sono ancora spenti i riflettori, e non dovrebbero mai farlo, relativi alla vicenda Eternit, con l’epocale processo di Torino, che ha messo in evidenza le colpe dell’azienda tedesca che per prima ha brevettato le coperture con la pericolosa miscela di amianto e cemento.

Ma amianto in Italia non vuol dire solo eternit. Esso è diffuso ancora in gran parte del patrimonio civile nazionale, soprattutto in capannoni industriali, scuole non a norma e vecchie, ospedali in abbandono. L’amianto è responsabile di gravi malattie che si possono contrarre per l’esposizione alla fibra perdurante, lungo periodi tali da compromettere gravemente la salute. Sono stati esposti in particolare i lavoratori che estraevano direttamente la fibra dalle rocce, nonché tutti quelli che prendevano parte ai processi di trasformazione in fabbrica come è il caso dell’Eternit.

Ma perché si è fatto un così largo uso dell’amianto in Italia?

Motivo del successo si deve principalmente alle proprietà dell’amianto, che ne hanno fatto un principe dell’edilizia.

La fibra, già per la sua stessa conformazione, ha delle caratteristiche intrinseche che al tempo erano considerate preziose e prive di alternativa. Anzitutto è elastico, può essere usato con versatilità nei casi più diversi, con applicazioni che vanno dalle costruzioni all’industria dei trasporti. La sua alta resistenza al calore ne ha fatto l’isolante principe come diesa antincendio. Le prime tute dei vigili del fuoco erano ricoperte di fibra d’amianto per evitare di bruciare durante le missioni più pericolose. Potendo resistere a scariche elettriche è in grado di proteggere e isolare ambienti nei quali passi l’elettricità, ha un punto di fusione estremamente alto, resiste al calore e mantiene un ambiente temperato o fresco, a seconda dei casi. L’alta capacità della fibra di apportare resistenza e durabilità a materiali come il cemento, ne ha determinato l’elezione nell’edilizia rurale, per la copertura di caseggiati, stalle e locali da lavoro.

L’isolamento termico, la coibentazione, l’utilizzo in canne fumarie e tramezzi sono solo uno degli usi più tipici e di maggior successo, che lo hanno reso la scelta più efficiente, per tanti anni, nell’edilizia.

Quali sono le regioni più inquinate dall’amianto?

In Italia l’individuazione dell’amianto, dei siti nei quali è presente ed è esposto all’aperto e quindi inalabile sono più di 30.000, ma il censimento va avanti da inizio anni 2000, quando tutte le regioni hanno provveduto a mappare il loro territorio.

Il triste primato va alla regione Marche, qui operano infatti aziende iscritte all’albo nazionale dei gestori ambientali, impegnate ogni giorno in un’opera di bonifica. Il processo di rimozione dell’amianto prevede oltre alla raccolta, la bonifica dell’area. Alcune imprese – nel caso della rimozione dell’eternit – sostituiscono il tetto in amianto con dei nuovi tetti con pannelli solari, per convertire l’energia e adottare un approccio ecosostenibile. Altre regioni come l’Abruzzo, l’Umbria, la Campania e la Sardegna sono fortemente inquinate. Le cifre parlano di 30.000 siti inquinati, di cui almeno 11.000 da bonificare, ma la mappatura, favorita oggi da tecnologie aeree come i droni, sta proseguendo e questo numero è destinato ad aumentare.

Rimozione in Umbria, Marche, Toscana
Elle Emme srl
Via Enrico Giustozzi n.27/29
06034 Foligno (PG)

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