The Witcher 3: Wild Hunt

The Witcher 3: Wild Hunt

E’ probabilmente uno dei giochi più attesi degli ultimi anni, The Witcher 3: Wild Hunt è finalmente giunto sui nostri PC, pronto a farci perdere la cognizione del tempo per le prossime settimane. Non è un’esagerazione, dato che ci vogliono oltre cinquanta ore per arrivare al finale del gioco, mentre ne occorrono più di cento per completare tutte le missioni aggiuntive, una miriade, sparse per l’immensa mappa di gioco. Se avete apprezzato in passato titoli come Skyrim, che hanno fatto dalla vastità degli ambienti un vero e proprio punto di forza, difficilmente resterete delusi da questa produzione.

The Witcher 3: prepariamoci a restare incollati al pc

The Witcher 3 però non è solo un gigantesco continente tutto da esplorare, ma soprattutto un gioco di ruolo dai confini quasi illimitati, che vedono nel protagonista, l’ormai iconico Geralt di Rivia, l’unico artefice del suo destino. Il giocatore si trova così immerso in una storia dai numerosi risvolti, con una narrazione particolarmente efficace, specie nel tratteggiare il carattere dei personaggi che si incontrano nel corso dell’avventura. I passaggi anche secondari delle quest sono conditi da tonnellate di dialoghi, splendidamente doppiati in inglese, ben tradotti in Italiano e caratterizzati da un numero impressionante di scelte multiple. Non manca nemmeno un approccio garbato a temi importanti, come quello dell’emarginazione sociale e dell’odio razziale. Purtroppo una tale ricchezza narrativa di tanto in tanto si scontra con le mastodontiche dimensioni di questa produzione, quindi inevitabilmente ci si dovrà confrontare con dei momenti più lenti e pacati, che faranno da buon collante fra le sequenze più frenetiche e coinvolgenti. In termini di giocabilità registriamo quattro tipi di missioni ben distinte. Al fianco di quelle della trama principale troviamo le quest secondarie, alcune delle quali necessarie per il proseguimento della storia. Parallelamente, troviamo i Contratti, ovvero le tipiche missioni da witcher in cui possiamo provvedere al sostentamento economico di Geralt, nella maggior parte dei casi uccidendo su richiesta una bestia di corpose dimensioni, non prima di aver contrattato sul prezzo del servizio con l’interessato di turno. Infine, le quest indicate come Caccia al Tesoro ci portano nei più profondi reconditi di Temeria per ottenere set particolari di armi e armature, oltre che le ricette di creazione necesarie al loro potenziamento. Nulla vieta di passare dall’una all’altra tipologia in qualsiasi momento, variegando così l’esperienza di gioco e adattando l’approccio ai nostri ritmi.

Come è usanza nella serie, anche The Witcher 3 prevede la spesa di Punti Esperienza per migliorare le caratteristiche del nostro Geralt. Bisogna tenere conto che una volta “acquistato” un potenziamento, questo deve essere posizionato in un apposito slot perché diventi attivo. Gli slot sono solo 16 e si sbloccano esclusivamente salendo di livello, quindi risulta praticamente impossibile arrivare alla fine del gioco con tutto al massimo, cosa che costringe di fatto a operare delle scelte. Due parole sul sistema di combattimento, non particolarmente memorabile, anche a causa del controllo piuttosto legnoso del protagonista. Non aiuta un granché nemmeno l’intelligenza artificiale, appena sufficiente nella maggior parte dei casi. In compenso non delude affatto l’aspetto grafico, specie per chi dispone di un hardware moderno: costoro potranno godersi degli scorci di rara bellezza, sottolineati da una resa visiva straordinaria, tanto da mettere l’opera di CD Projekt RED diverse spanne sopra la concorrenza. Un titolo indubbia-mente notevole, pur con tutte le sue limitazioni e contraddizioni, ma che in ogni caso va giocato nella sua interezza, apprezzandone tanto i pregi quanto i difetti.

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