L’Unione Europea contro Google

Il Parlamento Europeo riprende in mano la pratica mai interrotta di Google, il gigante californiano dell’omonimo motore di ricerca. La minaccia è quella di una pesante multa o di separare la divisione ricerca da quella della pubblicità a pagamento, ma nel mirino è finito anche il sistema operativo Android, di proprietà di Mountain View. Queste minacce sono in risposta a quello che l’autorità europea per la concorrenza e il libero mercato giudica come una posizione dominante basata su un sistema di quasi monopolio. Tecnicamente l’Unione Europea non ha il potere di smembrare in due l’azienda, che gode della garanzie del diritto privato, ma può sicuramente danneggiare e non poco il futuro della creatura di Page e Brin. Il commissario europeo per la concorrenza, Margrethe Westager ha raccolto il testimone da Joaquin Almunia, che non era riuscito a trovare un accordo con i legali dell’azienda californiana. La decisione di scorporare Google rimane molto all’orizzonte, come una minaccia sventolata per arrivare a un accordo intermedio, che accontenti i concorrenti che Google INC. giudica semplicemente meno bravi nel fare il loro stesso mestiere. In Europa gli utilizzatori correnti di Google, come motore per le ricerche sul web, sono il 96% degli utenti globali, in America la cifra si ferma al 67% perché la concorrenza di Yahoo! è storica e datata. La multa pertanto può essere un sistema per sanare quella che Strasburgo vede come una vera e propria violazione della libera concorrenza: favorire i propri prodotti in pagine di risultato sensibili, come quelle relative alle prenotazioni, agli acquisti online, alla pubblicità. La controversia è iniziata nel 2010 quando Google peraltro non aveva messo le mani su Android, che nel quarto trimestre del 2014 rappresentava il 76.6% della fetta mondiale.

È difficile pensare che Google verrà scissa in due o più entità per poter lavorare in Europa. La frattura diplomatica con gli Stati Uniti sarebbe profonda e probabilmente insanabile. I giganti della Silicon Valley – infatti – sono ben difesi dalla Casa Bianca e dal Congresso, essendo dei forti donatori di entrambi i partiti, in particolare modo del partito democratico che ora regge l’amministrazione con Barack Obama che regolarmente si consulta con Tim Cook, Mark Zuckerberg ed Eric Schmidt di Google. È indubbio però che Google abbia un grosso controllo sulla nostra attività online essendo riuscita a espandersi in maniera intelligente anche nel mercato dei dispositivi e degli acquisti ed è un fatto positivo che ci siano politici immuni alle pressioni delle lobby. Difficile però pensare che tale zelo ci sarebbe stato se nel mirino fosse entrata un’azienda europea.

Vedi anche:
http://europa.eu/rapid/press-release_STATEMENT-14-1646_en.htm
http://www.idc.com/prodserv/smartphone-os-market-share.jsp
http://www.wired.it/attualita/politica/2015/04/16/commissario-ue-vestager-google/

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