Wolfenstein: the old blood

Wolfenstein: the old blood

Wolfenstein: The Old Blood è un collage di due DLC che ruotano attorno a un faldone estremamente prezioso da recuperare, al cui interno si trova l’ubicazione del castello del generale Deathshead. Sappiate che non sarà per niente facile e che per arrivare a metterci le mani sopra dovrete infiltrarvi nel castello di Wolfenstein: prendere la funivia, saltare sui tetti, guidare robot enormi e ammazzare centinaia di zombi nazisti. Come promesso, infatti, The Old Blood si occupa di indagare un po’ di più su uno degli aspetti trascurati del primo capitolo, ossia l’ossessione dei nazisti per l’occulto e la scoperta di strane forze soprannaturali. Purtroppo la componente narrativa, uno degli elementi meglio riusciti di The New Order, non si avvicina neanche lontanamente ai livelli dell’originale. La sceneggiatura si riscatta un po’ nella seconda parte, con alcuni momenti piuttosto forti, ma rimane una generale sensazione di “si poteva far meglio”.

I personaggi, in particolare, vanno e vengono senza che ci sia tempo di conoscerli e di affezionarcisi, rendendoli poco più che elementi di contorno. Dal punto di vista della costruzione del mondo di gioco, il fatto che The Old Blood sia ambientato nel 1946 lo priva — in gran parte — del fascino “distopico” e visionario di The New Order, con le sue ardite architetture
belliche e la retrotecnologia-futuristica dei nazisti. Non mancano spunti interessanti e divertenti, come il passaggio sulle funivie sospese davanti al castello di Wolfenstein o la “pioggia” di nazisti zombi nella seconda parte del gioco, ma il feeling generale è decisa-mente meno accattivante.

Quel che non è cambiato, rispetto all’originale, è la straordinaria capacità di B.J. Blazkowicz di cavarsela con le armi da fuoco: che si tratti di “normali” rivoltelle o fucili d’assalto, shotgun a canne mozze o mitragliatori pesanti, le sparatorie sono una vera festa per gli amanti degli sparatutto in soggettiva. L’implausibilità di imbracciare due enormi fucili e di scaricarne i caricatori su nemici tanto grossi quanto coriacei non ha praticamente eguali nel panorama moderno e riesce ancora una volta a coniugare perfettamente la dinamicità degli scontri degli shooter più recenti con la frenesia di quelli di vent’anni fa.

Ai livelli di difficoltà più elevati, l’intelligenza artificiale dei nemici si fa un tantinello più furba e meno prevedibile, ma soprattutto più resistente ai nostri colpi. Delude invece la componente stealth del gioco, o meglio la scelta lasciata al giocatore di decidere se affrontare un’arena in maniera (relativamente) tranquilla, eliminando un nemico alla volta senza farsi beccare dagli altri, o entrando a fucili spianati affrontandoli tutti assieme.

E questo per diversi motivi: le mappe innanzitutto sono molto più lineari rispetto a The New Order, più piccole e con meno passaggi nascosti che favoriscano lo stealth. ll secondo motivo è la struttura piuttosto ripetitiva degli scontri: tolta qualche eccezione (e la lunga parte iniziale in cui si è di fatto costretti per mancanza di alternative be, a muoversi furtivamente), la regola di base è che quando si entra in un’arena ci sono tipicamente due comandanti in allerta. pronti a chiamare rinforzi se veniamo scoperti. Eliminarli entrambi è in molti casi al limite dell’impossibile: di fatto, più che puntare a uscire “puliti” dal livello, si finisce per andare avanti cercando di rimanere invisibili il più a lungo possibile, sapendo perfettamente che a un certo punto sarà inevitabile passare alle maniere forti.

Tra le nuove armi di B.J.,oltre al già citato shotgun a canne mozze, c’è il prezioso tubo multifunzionale, adatto per stendere i nemici alle spalle, aprire botole e arrampicarsi sui muri. Ci sono novità anche sul fronte degli avversari, anche se si tratta in larga parte di versioni meno avanzate tecnologicamente di quelli incontrati in TNO: divertenti gli zombi nazisti armati, che si muovono erraticamente e sparano in maniera ugualmente confusa, rendendo la probabilità di essere colpiti più casuale del solito.

REQUISITI: Processore Core i5 3,3 GHz, 4 GB di RAM, scheda grafica NVIDIA GeForce GTX 560 o AMD Radeon HD 6870, 38 GB di spazio libero su disco.

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