Come si spedisce la frutta?

Come spedire la frutta

Le pere e le mele s’imballano in cestini e in cassette rivestendo le pareti interne del recipiente con un leggero strato di paglia fine e con la stessa paglia si divide ogni strato di frutta. Se la frutta è mista a buccia fine e a polpa molto tenera si rivolgeranno ciascuno con carta velina. Facendo spedizioni in inverno e in paesi freddi sarà conveniente l’ovatta anziché la paglia. Le pesche e le albicocche si mettono in cassette larghe e basse da contenere un solo strato di frutta. Le pareti interne delle cassette devono essere coperte da fogli di carta fine e la frutta è avvolta in carta in carta velina per metà in modo che aprendo la cassetta appaia senza toccarla il loro bel colorito. Gli spazi fra i frutti saranno riempiti con trucioli di carta in modo che la frutta rimanga ferma al loro posto. Un foglio steso sui frutti termina l’imballaggio.

Alle pesche prima di essere imballate si toglie la peluria della buccia con una spazzola fine facendo attenzione di non causarsi un prurito noioso. Per le susine si deve procurare che conservino la pruina, cioè quella polvere bianca che le riveste, s’imballano in cassette o in panieri rivestiti di paglia e a strati divisi da paglia e a contatto con essi si mettono delle foglie di ortica che ha la proprietà di salvare la pruina. Le ciliegie s’imballano in panieri o cestini rivestiti di carta oppure di foglie di felce o di altre foglie sane e di difficile fermentazione. Il paniere deve essere pieno perfettamente e anzi si batte leggermente prima di chiuderlo in modo che i frutti vadano al loro posto e si possa aggiungerne altri. Si termina l’imballaggio con un foglio o con uno strato di foglie. Il Ribes, l’Uvaspina e i Lamponi si possono spedire in egual modo ma sopportano meno i lunghi viaggi. Per le fragole si adoperano a preferenza i panieri fasciati internamente di carta fine, il paniere migliore è quello usato in Inghilterra.

Le fragole in inverno si spediscono in scatole rivestite internamente d’ovatta e separate da questa con carta velina. L’uva da tavola s’imballa in cassette o gabbiette di grandezza variabile ma che non contengano più di cinque chili d’uva. Per l’imballaggio si procede nel modo seguente: si inchioda il coperchio e si capovolge la cassetta in modo da caricarla dal fondo che è schiodato. Si comincia a mettere uno straterello di trucioli fini di carta sopra a questi un foglio e parimenti con fogli si rivestono le pareti. I grappoli si mettono ad un solo strato aderenti fra loro e leggermente inclinati in modo che il gambo resti al di sopra. I vuoti fra i grappoli si riempiono con altri piccoli grappoli. Il riempimento della cassetta è fatto in maniera che l’uva sorpassi l’orlo appena di un centimetro perché sopporti una leggera pressione alla chiusura che si fa dopo aver steso sull’uva un foglio di carta. 

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